Capital gain
Il capital gain è il guadagno realizzato quando vendi uno strumento finanziario a un prezzo superiore a quello di acquisto. In Italia è tassato al 26% per la maggior parte degli strumenti, al 12,5% per titoli di Stato italiani e di paesi white list.
Marco ha comprato 100 azioni di una società a 50 euro l'una (5.000 euro totali). Dopo due anni le vende a 70 euro l'una (7.000 euro totali). Il suo capital gain è 2.000 euro. Su questi 2.000 euro paga il 26% di imposta sostitutiva, ovvero 520 euro. Il suo guadagno netto è quindi 1.480 euro. Se invece avesse comprato BTP italiani con lo stesso schema, sui 2.000 euro di guadagno avrebbe pagato il 12,5%, cioè 250 euro, con un guadagno netto di 1.750 euro. La fiscalità non è un dettaglio: in 30 anni di investimento può cambiare il risultato finale di decine di migliaia di euro.
Perché ti riguarda
La fiscalità è la 'tassa nascosta' più sottovalutata negli investimenti. Molti investitori italiani guardano solo al rendimento lordo dichiarato dai prodotti finanziari, dimenticando che il rendimento netto può essere significativamente inferiore. Capire le differenze tra le aliquote fiscali (26% standard, 12,5% titoli di Stato, 26% sui dividendi) ti permette di costruire un portafoglio fiscalmente efficiente, dove la stessa esposizione al mercato genera più rendimento netto a parità di rischio. È uno degli ambiti dove la consulenza professionale ripaga il proprio costo decine di volte nel tempo.
Per chi vuole approfondire
La definizione tecnica
Il capital gain (plusvalenza) si calcola come differenza tra prezzo di vendita e prezzo medio ponderato di acquisto, al netto delle commissioni. In Italia rientra nella categoria dei 'redditi diversi' ed è soggetto a imposta sostitutiva. Le aliquote sono: 26% sulla maggior parte degli strumenti finanziari (azioni, ETF azionari, obbligazioni corporate, dividendi), 12,5% sui titoli di Stato italiani, sovranazionali (BEI, BIRS) e di paesi white list, 26% sui guadagni cripto. Le minusvalenze (perdite realizzate) possono essere compensate con plusvalenze entro 4 anni successivi. I regimi possibili sono: amministrato (la banca trattiene), gestito (il gestore trattiene), dichiarativo (te ne occupi tu in dichiarazione).
Errori comuni
Da evitare
- Vendere e ricomprare lo stesso strumento per 'monetizzare' un guadagno, pagando inutilmente le tasse
- Non usare le minusvalenze pregresse prima della loro scadenza quadriennale
- Confondere il rendimento lordo con quello netto quando si confrontano strumenti
- Ignorare l'esistenza del 12,5% su titoli di Stato, che li rende più convenienti di quanto sembri
- Tenere ETF a distribuzione dei dividendi quando uno ad accumulazione sarebbe fiscalmente più efficiente
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